...un po’ di tempo fa.
Ti capita di incontrare una persona. Ti colpisce, ti piace. Hai occasione per pura casualità di scambiarci quattro chiacchiere: tutto comincia. Si esce e il giorno dopo, nel bel mezzo di una giornata lavorativa nella quale continui a chiederti: “ma non potevo fingere un malore fulminante stamattina”, ti trovi a scambiare qualche messaggio sul tempo trascorso insieme la sera prima. Lui dice: ”...è bello ansimare, ululare, mugolare... surreale ma bello. Dai dillo: Coglione!” Non lo pensavo davvero, anzi.... ricordavo noi due nella notte a fissarci negli occhi, l’un l’altro. Forti vibrazioni. Quel viso nella penombra fra le mie mani. Io dico: ”trovo tutto ciò sia bello, soprattutto quando lo fai e stai bene!” E aggiungo: ”sei una bella persona! Rido” Lo scrivo pensandolo veramente, ma con un po’ di malizia sapendo che non è la sua frase preferita: la detesta! Lui dice: ”No! Divento hulk! Ridi. Ridi! (e già avevo capito che gli erano un po’ girate le palle). E aggiunge: ”A me per esempio fa star bene scoreggiare e ruttare.” Rimango un po’ interdetto; mi sarei aspettato una frase un po’ più soft e un po’ meno incisiva. e dire che non sono una persona romantica; le cose troppo sdolcinate mi creano forti scompensi: soffro di “diabete affettivo”. Rispondo cercando di capirne il senso. Io dico: ”Ne deduco il significato nascosto: con me non hai fatto nessuna di queste cose, quindi... non sei stato troppo bene.” Ora mi aspetto una frase esaustiva, capace di chiarifica. lui risponde: ”le scoregge non sempre puzzano... per esempio”. A distanza di tempo Ancora mi chiedo che avrà voluto dire. Forse era una cosa carina e non ci sono arrivato?
Ti capita di incontrare una persona. Ti colpisce, ti piace. Hai occasione per pura casualità di scambiarci quattro chiacchiere: tutto comincia. Si esce e il giorno dopo, nel bel mezzo di una giornata lavorativa nella quale continui a chiederti: “ma non potevo fingere un malore fulminante stamattina”, ti trovi a scambiare qualche messaggio sul tempo trascorso insieme la sera prima. Lui dice: ”...è bello ansimare, ululare, mugolare... surreale ma bello. Dai dillo: Coglione!” Non lo pensavo davvero, anzi.... ricordavo noi due nella notte a fissarci negli occhi, l’un l’altro. Forti vibrazioni. Quel viso nella penombra fra le mie mani. Io dico: ”trovo tutto ciò sia bello, soprattutto quando lo fai e stai bene!” E aggiungo: ”sei una bella persona! Rido” Lo scrivo pensandolo veramente, ma con un po’ di malizia sapendo che non è la sua frase preferita: la detesta! Lui dice: ”No! Divento hulk! Ridi. Ridi! (e già avevo capito che gli erano un po’ girate le palle). E aggiunge: ”A me per esempio fa star bene scoreggiare e ruttare.” Rimango un po’ interdetto; mi sarei aspettato una frase un po’ più soft e un po’ meno incisiva. e dire che non sono una persona romantica; le cose troppo sdolcinate mi creano forti scompensi: soffro di “diabete affettivo”. Rispondo cercando di capirne il senso. Io dico: ”Ne deduco il significato nascosto: con me non hai fatto nessuna di queste cose, quindi... non sei stato troppo bene.” Ora mi aspetto una frase esaustiva, capace di chiarifica. lui risponde: ”le scoregge non sempre puzzano... per esempio”. A distanza di tempo Ancora mi chiedo che avrà voluto dire. Forse era una cosa carina e non ci sono arrivato?