domenica 28 dicembre 2008

GOLDEN SHOWER



Zia P: “siccome non mi fido di me e di questa settimana che sarà furente, passi per un caffè oggi? Oppure spritz sta sera. Dai che devo dirti una cosa. Fammi sapere!”

In effetti il periodo non è dei migliori. Il Natale è ormai alle porte: molto amici “nomadi” con la valigia pronta in procinto partire per la montagna o per tornare al nido. Anche zia P parte: la sua solita vacanza benessere, per ritemprare il corpo e la mente! Sarà! Sarà meglio che mi organizzi non posso lasciarla partire senza salutarla.
Tante cose da fare e .... cazzo la macchina dal meccanico! Proprio oggi.

A: ”Che ne dici se passo da te per un caffè dopocena? Ho la macchina dal meccanico.”
Zia P: “Aggiudicato...pure meglio!”

L’appuntamento è per le 21.30.
La casa è accogliente come sempre: arredata con gusto. Sobria, qualche pezzo di modernariato e qua e la sprazzi di colore. La macchinetta del caffè è sempre pronta all’uso, anche oggi. C’è musica in sottofondo. Noi due. Si chiacchiera; si discute e ci si prende un po’ in giro, come da copione. Con lei sto bene.

A: “Cosa?”
(Ora non sto più tanto bene!)

A: “@ scrive?”
Zia PGrassetto: “Si scrive.”

Ah però. Non l’ho frequentato per molto, ma abbiamo “condiviso un letto”, e questa mi giunge nuova! Mi chiedo perchè non me l’abbia detto. (sconcertato). Il giorno dopo mi metto a fare ricerca; un po’ di indizi Zia P me li ha dati. Google e via! A volte le cose non tornano e comunque la tua testa si arrovelli, le domande sembrano non avere risposta chiara e definitiva.

A: “Questa poi!”
Zia P: “Questa poi, che, ti droghi?”
(avrei preferito: con un po’ di stupefacente in corpo: sarei stato un po’ meno ricettivo!)

A: “Pioggia dorata? Questa è più una.... bella doccia gelata!”
A: “Domanda. Chi cazzo ho conosciuto dieci mesi fa?”
Zia P: “ Magari eri tu a spaventarlo e lui si è un po’ tarpato le ali perchè aveva paura di sconvolgerti! Come mi piace farti entrare in crisi! (Certo: ora la riconosco. Non me ne lascia passare una! L’apprezzo per questo, anche se a volte sarebbe meno faticoso averla dalla mia parte, a sostenermi. Improbabile.)

A: “Io a spaventarlo? Poco credibile. Comunque non sono in crisi. Penso al fatto che una persona (lui) possa donare (donarmi) qualcosa Corsivo(una parte di se) senza saperlo; riesca a riempire ora (spazio dentro di me), senza averlo fatto quando ce n’è stata occasione. Strano.”

Il suo modo di scrivere è ardito; il “Suo Spazio” molto interessante. Ci trovo cose che mai avrei associato a lui e mi rendo conto di quanto spesso le cose non siamo così scontate, e le persone, a volte, come te le eri immaginate. Colori, facce, testi! Tutto nuovo: curiosità. Guardo, leggo, ascolto. Riascolto. Riascolto; mi piace.


Ricordo...10 mesi prima.
La prima cosa: i suoi occhi, marroni; intensi. E’ una persona che passa un po’ inosservata, i sui occhi no: sono espressivi, sorridono, sono caldi; ora seri, spigolosi. Mi piace osservarlo da lontano, nel caos del sabato sera.
Tensione!
Zia P: “Lui è A.”
Zia P: “Lui è @.”
Eccola. Ogni tanto è in vena e sente irrefrenabile l’esigenza di combinarne una delle sue. Di combinare: lui e lui. Ed eccoci l’uno di fronte all’altro.

Ammetto che:

“Quando ci siamo conosciuti per me era un gran periodo di merda, ero molto concentrato su di me e spesso arrancavo in cerca di significati. Ho apprezzato la tua pazienza nell’ascoltarmi (quanto parlo a volte) pur avendo alle spalle un così breve trascorso condiviso. Ho rari seppur bei ricordi di noi due soli, in quella casa ancora vuota dove i suoni si perdevano. La nebbia dei nostri respiri. Il letto pronto: accogliente, bianco, surreale.

Scusami per non aver saputo vedere: mi sarebbe piaciuto condividere questa tua passione, sentirtene parlare; forse non sarei riuscito a comprenderne il significato primo, ma penso sarebbe stato un ottimo pretesto per affondare il coltello un po’ più in profondità ed entrare l’uno nell’altro senza paura.”

AMMALIAAPI





L’anno 2009 è ormai alle porte e credo che questa volta valga la pena cominciarlo con nuovi progetti, nuovi presupposti. Ed eccomi: finalmente in uno spazio tutto mio. Qui comincia una nuova esperienza. Spero sia questa una occasione per chiacchierare di frivolezze, a volte, per confrontarsi, per conoscere e magari crescere, un po’. Qui tutto è concesso, nel limite della decenza: ognuno può portare il proprio contributo, la propria esperienza. Quindi: benvenuto!
Passato, presente e futuro spesso nei racconti si intrecceranno e mescoleranno senza un chiaro filo logico: importante è che tu “tenga” un capo; io reggerò l’altro. Pian piano la matassa verrà così sbrogliata, il significato si farà più evidente, il colore più nitido.... con il tempo.